È possibile ricostruire un tessuto socio-economico basato sui valori dei Beni Comuni. Da dove cominciamo?

Da quattro passi chiari e comprensibili

LE QUATTRO TAPPE VERSO UNA SOCIETÀ DEI BENI COMUNI

1. Dichiarazione della salvaguardia dei Beni Comuni a livello macro e micro della società
2. Un Bene Comune non può essere scambiato al di fuori della comunità
3. I fondi pubblici sono destinati prioritariamente per la salvaguardia dei Beni Comuni
4. Forme di gestione cooperativa nella comunità hanno la priorità di finanziamento e di gestione dei Beni Comuni

I Beni Comuni sono il quadro di riferimento per la trasformazione sociale che proponiamo. Sono la concreta espressione dello sforzo di una comunità nell’investire nel proprio futuro, nello stato sociale e in una crescita equilibrata. Poiché sono il cardine dello spirito e dello sforzo della comunità, non possono essere venduti a qualunque condizione, ma possono essere valorizzati in modo da accrescere il valore per la comunità.

Per questo motivo sono una priorità di bilancio e sono affidati di preferenza a cooperative, imprese ad azionariato popolare o altre nuove forme simili.

Questa prima trasformazione ci porta ad un altro tema sociale, culturale e familiare che è centrale: il lavoro. Esso è stato per millenni un valore che ha definito le persone e le società, ma ora è stato follemente trasformato in una qualunque merce di scambio, rottamando poco a poco qualunque tipo di famiglia, associazione e comunità. È necessario ripristinare questo valore e riprendere precisamente la questione dall’impiego e quindi dalle imprese.

Le imprese sono il punto di partenza dal quale creare una crescita bilanciata, a patto che:

. Generino una forte etica del lavoro
. Paghino salari decenti
. Non inquinino
. Contribuiscano equamente alle tasse

Di che cosa ha bisogno una simile impresa?

Una visione e un obiettivo
Persone competenti e coinvolte
Accesso agli investimenti
Accesso ai mercati
Infrastrutture
Una Pubblica Amministrazione efficiente

Cerchiamo di affrontare questi temi uno alla volta

LA VISIONE

Gli imprenditori veri sono coloro che si assumono dei rischi nel realizzare la propria vision: un nuovo prodotto - il risultato di un’intuizione o di un lavoro di ricerca sistemica. Ma devono sapere che l’ambiente in cui operano è ricettivo e creativo. Il governo deve fornire le linee guida, ossia le politiche di lungo termine per il paese o la regione che consentano agli imprenditori di fare a loro volta piani di lungo termine per i loro investimenti. Un imprenditore ha bisogno d’indicazioni su quale sia la direzione di politica industriale che il governo intende adottare nel lungo periodo, indipendentemente dalla politica finanziaria (ad esempio quella valutaria) e dai cambi elettorali di breve periodo. Un esempio di una politica industriale (visione) è la creazione di una politica a lungo termine sull’efficienza energetica che la maggior parte dei governi ha preso in considerazione. Tale politica prevede una connessione fra i sistemi energetici individuali e locali e, infine, la capacità nazionale di supportare una società efficiente. I governi sino ad oggi non sono riusciti nel creare un quadro industriale stabile funzionale ad una simile politica di lungo termine. Finora sono state attuate politiche banali che hanno favorito importazioni a basso costo di merci provenienti da paesi che non rispettano i nostri standard sociali. Questo ha portato alla distruzione di molte industrie locali che contribuivano a creare benefici occupazionali e sociali mentre offrivano prodotti di qualità con costi che rispettavano le esigenze di benessere della società. Che cosa possiamo fare per risolvere questo problema? Abbiamo bisogno di una visione che rispetti il valore delle industrie sia a livello micro che macro della società. Sono queste le industrie che, a loro volta, devono contribuire a pagare le tasse per sostenere le nostre infrastrutture. A livello macro, dobbiamo considerare la rilocalizzazione o la riapertura d’imprese che erano di successo per sfruttare il loro know-how aziendale e tecnologico e ricreare vantaggi strategici locali (ad esempio la gestione e l’operatività di porti in acque profonde). Le nostre radici hanno un valore immenso. I nostri artigiani e i nostri insegnanti - così come le nostre risorse - sono una ricchezza trascurata rispetto al futuro della nostra società.

LAVORATORI QUALIFICATI E MOTIVATI

Abbiamo stabilito l'importanza dei nostri insegnanti e dei nostri artigiani senza i quali non avremmo raggiunto la qualità di vita di cui siamo orgogliosi. Dobbiamo investire di più nell'istruzione (non in generale) capace di ricreare l'eccellenza specialistica e di ridare dignità al “saper fare” un buon lavoro. Le persone dovrebbero studiare la disciplina che meglio le soddisfa e le attrae, che si tratti di un lavoratore, artigiano o medico. Dobbiamo fare in modo che l'eccellenza in ogni carriera sia adeguatamente ricompensata. Nelle grandi aziende, in particolare quelle che operano oggi, è importante superare la dicotomia tra il valore dei dipendenti e il valore degli utili aziendali per gli azionisti. Per la stabilità a lungo termine delle imprese, abbiamo bisogno di un coinvolgimento attivo nel raggiungimento di vantaggi comuni tra le imprese e i lavoratori. La speculazione a breve termine è anatema per la stabilità industriale a lungo termine. Questo significa trasformare profondamente le rappresentanze sindacali in modo che possano valutare le differenti strategie e contribuire con competenza alla formulazione dei piani industriali e finanziari dell’impresa, come l’esperienza tedesca suggerisce.

ACCESSO AGLI INVESTIMENTI

Un’iniziativa imprenditoriale non può avere successo, indipendentemente delle idee e dal coraggio dell'imprenditore, senza un accesso agli investimenti. Una possibilità è di ricreare il doppio sistema bancario composto da banche d’investimento e banche di credito. Qui sarebbe importante rafforzare il ruolo delle banche cooperative e territoriali, le uniche che sono state a fianco delle PMI in tempi di crisi. Naturalmente abbiamo bisogno, insieme ai venture capitalist tradizionali, di forme d’investimento popolare, anche alla portata delle famiglie, con un sistema di borse pubbliche di secondo e terzo livello in grado di fornire facilmente capitali a piccole imprese credibili.

MERCATI

I prodotti, fabbricati in paesi che rispettano l’equità sociale, hanno un costo maggiore di quelli provenienti da paesi con un minor livello di garanzie sociali. L'effetto di acquistare a buon mercato, che favorisce i consumatori nel breve periodo, distrugge la struttura socio-economica delle nostre comunità nel lungo termine. Le PMI locali chiudono o si trasferiscono, mentre le imprese di grandi dimensioni trasferiscono le sedi in paradisi fiscali e nella nostra area mantengono solo i punti vendita. Anche i centri commerciali, per lo più non di proprietà locale, trasformano i commercianti in operatori in franchising o commessi di altri marchi e, di conseguenza, distruggono la struttura sociale in particolare nei centri storici di molti piccoli comuni. Dobbiamo quindi definire una quota di mercato come un "mercato protetto". Com’è possibile mantenendo un accesso equo ai beni esteri? La risposta è culturale e regionale - cambiamo i criteri con cui si promuovono aziende e prodotti a vantaggio dei punti forti dell’offerta locale (Unique Selling Proposition). La diffusione di computer e internet consentono la tracciabilità di quasi tutti i prodotti. Dobbiamo cambiare le priorità con cui sono selezionati i fornitori: produttività locale, occupazione regolare e stipendi equi, prevenzione dell’inquinamento e prezzo (in questo ordine). Questo non può impedire pratiche di dumping dei prodotti, ma permette a tutti di essere a conoscenza di dove va a finire il proprio denaro.

INFRASTRUTTURE

Le infrastrutture sono ciò che definisce la qualità della vita socio-economica e, quindi, sono incluse nel sistema dei Beni Comuni. Dobbiamo ampliare il concetto di Beni Comuni dalle risorse naturali e dai servizi di base a tutto ciò che definisce la buona qualità della vita di una comunità: scuole, ospedali, infrastrutture di trasporto (soprattutto quello sostenibile). Le infrastrutture comprendono anche il microcosmo di servizi, forniture e beni culturali - dai musei alle gallerie d'arte - cucina locale - il patrimonio culturale. Questi “micro” elementi delle infrastrutture devono essere collegati in una rete e diventare il motore dello sviluppo socio-economico delle comunità in cui si trovano. Attraverso questa rete, valorizzando i nostri tesori artistici e culturali si dovrebbe garantire l'accesso a prodotti locali originali – e non solo alle copie cinesi.

PUBBLICA AMMINISTRAZIONE EFFICIENTE

Le frodi esisteranno sempre, e quello che proponiamo qui non può funzionare senza controlli adeguati. La corruzione, che è parte rilevante dei governi del mondo, è in grado di distruggere tutti i buoni propositi e i nostri sforzi: la nostra struttura socio-economica e la possibilità di poter avere e mantenere uno stato sociale. Quindi, leggi e governo trasparente sono una caratteristica essenziale per una società dei Beni Comuni. Ma le leggi devono essere scritte in un linguaggio semplice e chiaro - per tutti.